Mobilità degli operatori giovanili · Realizzato

Role Play is the Way

Il role play come metodologia di educazione non formale per affrontare situazioni complesse, sperimentare prospettive diverse e creare scenari replicabili nel lavoro con i giovani.

Role Play is the Way
AzioneKA153-YOU
Mobilitàluglio 2026
LuogoOristano, Sardegna
Partecipanti24 partecipanti
Dimensione europea8 Paesi
Finanziato dall’Unione europea

Perché è nato e su cosa ha lavorato.

Role Play is the Way ha lavorato sul gioco di ruolo come metodologia educativa, non come semplice attività di animazione. Il progetto ha esplorato come scenari, personaggi e simulazioni possano aiutare i gruppi a entrare in situazioni complesse, osservare dinamiche relazionali e sperimentare alternative in un contesto sicuro.

La mobilità ha riunito operatori giovanili provenienti da otto Paesi e ha combinato teoria, sperimentazione, progettazione di scenari e pratica. L’obiettivo era arrivare a strumenti immediatamente utilizzabili in attività con giovani e gruppi internazionali.

Simulazioni, giochi di ruolo e scene costruite insieme hanno permesso di affrontare situazioni realistiche in modo dinamico. Questo approccio ha aiutato i partecipanti a lavorare su empatia, ascolto, capacità decisionale e gestione dei punti di vista differenti, rendendo l’apprendimento più immediato e coinvolgente.

Un elemento centrale è stato il momento di debriefing successivo alle simulazioni. Uscire dal ruolo, confrontare percezioni e analizzare le scelte compiute ha trasformato l’esperienza di gioco in apprendimento, aiutando i partecipanti a collegare ciò che accadeva nello scenario alle situazioni che incontrano nel lavoro con i giovani.

Cosa volevamo ottenere.

Ogni mobilità viene costruita intorno a obiettivi concreti, collegati ai bisogni dei partecipanti e alla possibilità di trasferire gli apprendimenti nei contesti locali.
Metodologia

Approfondire il role play come strumento strutturato di educazione non formale.

Facilitazione

Rafforzare la capacità di accompagnare gruppi prima, durante e dopo una simulazione.

Scenari

Progettare situazioni educative adattabili a temi e contesti differenti.

Riflessione

Usare debriefing e analisi dell’esperienza per trasformare il gioco in apprendimento.

Come si è svolto.

Il programma combina educazione non formale, lavoro in gruppi internazionali, sperimentazione pratica e riflessione sugli apprendimenti.
01
Basi e sicurezzaCondivisione di principi, ruoli del facilitatore e condizioni per creare uno spazio sicuro.
02
SperimentazioneRole play, forum theatre e simulazioni su dinamiche rilevanti per il lavoro con i giovani.
03
Scenario LabCo-creazione e test di nuovi scenari da parte dei partecipanti.
04
Dalla pratica agli strumentiRielaborazione delle attività in risorse utilizzabili e condivisibili dopo la mobilità.

Persone e organizzazioni in dialogo.

Il valore della mobilità nasce anche dall’incontro tra esperienze, pratiche e prospettive provenienti da contesti differenti.
ItaliaSlovacchiaSpagnaSerbiaMacedonia del NordSloveniaTürkiyePolonia

Quello che il progetto ha lasciato.

I risultati sono pensati per continuare a essere utilizzati oltre i giorni della mobilità.
Risultato

Toolkit

Raccolta di scenari, metodi e indicazioni di facilitazione sviluppati nel progetto.

Risultato

Web-app

Sviluppo di una risorsa digitale dedicata agli scenari e al loro utilizzo.

Risultato

Materiali formativi

Theory Pills, handout e altri contenuti prodotti per sostenere replicabilità e disseminazione.

Impatto. Il progetto ha dato ai partecipanti strumenti concreti per costruire esperienze di apprendimento basate sulla simulazione. La co-creazione di scenari ha trasformato il gruppo da destinatario della formazione a produttore di metodologie, rafforzando la possibilità di trasferire quanto appreso nelle organizzazioni e nelle comunità di provenienza.

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Ogni progetto affronta un tema diverso, mantenendo al centro partecipazione, educazione non formale e cooperazione europea.